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Manipolazione, banalità e disinformazione. Chi c’è dietro a le IENE & Company?

by • 19 marzo, 2019 • Primo Piano, Ultime NotizieComments (0)489

Arriviamo subito al punto, senza preamboli o giri di parole: chi c’è dietro a le IENE & Company?

Non è la prima volta che ci troviamo a leggere un articolo o a vedere un servizio televisivo (nel caso del servizio del Sig. Filippo Roma parlare di giornalismo ci pare esagerato) nel quale si fa DISINFORMAZIONE in merito ai BALNEARI; in passato moltissime volte, da REPORT al CORRIERE DELLA SERA, da La7 ai quotidiani locali, ci siamo trovati di fronte a notizie che, basandosi su dati parziali o decontestualizzati, puntavano a mettere in cattiva luce un intera categoria. Lo sappiamo bene.

Ma questa volta è diverso. Nel giro di 48 ore si è scatenato un fuoco concentrico contro di noi: televisivo (Mediaset e RAI), cartaceo (CORRIERE e quotidiani locali che hanno ripreso la notizia) e web. Coincidenza? Casualità? Siamo noi che pensiamo di essere vittime di un complotto? Può anche darsi.

C’è però un “chissà” (veramente ce ne più di uno…)

Chissà se Gian Antonio Stella, che sul CORRIERE scrive e riscrive di Briatore e del Twiga, si ricorda di quando “parcheggiava” per due mesi l’anziana madre allo stabilimento balneare “Stella Marina” di San Benedetto del Tronto, e se le tariffe erano quelle del “Twiga” di Briatore? Chissà se già all’epoca sognava di pagare 227 volte di più quello che che magari gli veniva dato già gratuitamente (tipo una bella doccia calda), così come fa il Sig. Briatore.

Allo stesso modo, chissà se le IENE si sono prese il lusso di informarsi, oltre che sui canoni, anche su tutto il resto che paghiamo come:

  1. le imposte regionali sui canoni demaniali (di entità pari o superiore al canone stesso);
  2. IMU sui manufatti, nonostante si tratti di concessioni pubbliche e non di proprietà private;
  3. Iva al 22%, anche se tutte le altre imprese turistiche (campeggi, alberghi eccetera) hanno l’aliquota agevolata al 10%;
  4. tasse sui rifiuti calcolate sull’intera superficie della spiaggia in concessione, e dunque molto ingenti;
  5. servizio di salvamento, i cui costi sono sostenuti dai titolari degli stabilimenti balneari a beneficio dell’intera collettività (quando una persona sta annegando, il bagnino per salvarla non le chiede se frequenta un lido attrezzato o una spiaggia libera…);
  6. pulizia delle spiagge, i cui costi sono sostenuti dai titolari degli stabilimenti balneari al posto dello Stato (basta dare un’occhiata alla sporcizia in cui versano alcuni litorali non in concessione, per rendersi conto dell’importante ruolo pubblico ambientale svolto dai balneari). (Fonte: MondoBalneare.com)

Chissà se REPORT si ricorda di quando un altro suo giornalista di allora, EMILIO CASALINI, già nel 2010 si occupò di spiagge, Papagni e Balneari, e a seguito di ciò lo invitammo, oltre che a farsi un giro per il resto delle spiagge italiane, anche al nostro convegno al SUN 2010 a Rimini, per vedere in faccia il rimanente 99% di imprenditori balneari che non erano stati raccontanti nei suoi servizi?

Chissà se il Geom. BRIATORE è disponibile ha venire (gratuitamente, s’intende) a spiegarci come si arriva a fatturare 4 milioni di euro senza dover rispettare tutte le leggi, regolamenti, piani di spiaggia, ecc… come facciamo noi poveri e ignoranti balneari?

Chissà se BRIATORE (e chi simpatizza per lui sui social) si è mai preoccupato di chi, per poter permettere una vacanza alla propria famiglia, si fa i conti anche per vedere se può permettersi di comprare un pacchetto di patatine o un gelato per i figli?

Chissà, chissà, chissà… potremmo andare avanti per un bel po, ma ci fermiamo qui.
Sia ben chiaro: se bastassero un “Briatore”, una “Mediaset”, una “IENA delle IENE” (e chi li paga…) per distruggere il sistema turistico balneare italiano… potremmo anche dormire tranquilli. Un settore costruito con grande lavoro e sacrificio da almeno tre generazioni che è andato avanti nonostante intemperie atmosferiche e politiche.
Ma, come dicevamo all’inizio, c’è un MA: non vorremmo che dietro a tutto questo interesse “mediatico” di queste ore vi sia qualcos’altro.
Non vorremmo che dietro a questa campagna mediatica, che punta al sensazionalismo, all’indignazione della “gggente”, al far gridare allo scandalo, vi sia una precisa strategia di distorcere i fatti, una distorsione che inizia proprio con la riduzione “ad unicum”.
Non vorremmo che dietro a questo giornalismo che fa sentire solo certe voci (il famoso imprenditore brizzolato con un lungo palmares di vittorie e fidanzate famose, l’imprenditore romano con accento romanesco e modi di fare “alla romana”, il politico verde di professione, ecc…), e sempre quelle, trascurando la complessità dei fatti e senza mai interpellare qualche esperto del settore per avere un’autentica  e oggettiva versione dei fatti, vi sia qualcuno che punti a delegittimare una intera categoria.

Mi viene in mente un noto personaggio politico, giovane, ma già con una lunga esperienza da “grande manager d’industria e di relazioni industriali”, che per arrivare dove è arrivato non ebbe bisogno di voti, tanto bastavano le conoscenze; ebbene questo (ex) ministro, grande sostenitore della messa all’asta delle concessioni, dichiarava esattamente quello che scrive il CORRIERE, che dicono le IENE, quello che risponde BRIATORE, ovvero che i balneari pagano poco canone, che è uno scandalo, che occorre cambiare sistema.

Ecco, inizia a venirci il dubbio che vi sia una strategia precisa, la volontà di denigraci per rendere più facile il lavoro di “sostituzione”; un gioco in cui il grande capitale si pappa il piccolo imprenditore, e le imprese balneari italiane sono al 99% piccole e micro imprese.
Ci viene il dubbio che stia tornando la stessa “regia” che da dieci anni ha messo gli occhi su un grande bussiness fatto di migliaia di piccole e micro imprese familiari, e che nell’era del turismo globalizzato possono risultare d’intralcio per le grandi multinazionali e i grandi gruppi d’affari che ragionano in termini speculativi.

Noi vigileremo attentamente, pronti a denunciare pubblicamente ogni stranezza che avverrà da ora in poi.
E chissà che non venga fuori qualche sorpresina… chissà, chissà, chissà.

La maledizione dei balneari è sempre dietro l’angolo.
Ve lo possiamo garantire.

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