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A Roma per trovare una soluzione definitiva (che sia buona per tutti)

by • 7 febbraio, 2019 • No alle aste, Primo PianoComments (0)389

Anno nuovo, questioni vecchie.
Il 2019 inizia così come era finito il 2018, ovvero cercando una soluzione che possa risolvere definitivamente i problemi che da anni affliggono il settore turistico balneare.
Anche perché, con il passare dei giorni, ci si sta accorgendo sempre più che la proroga di 15 anni (in verità 13 anni visto che il 2019 e il 2020 li avevamo già… vabbè…) non è una soluzione capace di dare un futuro certo alle nostre imprese.

Per questo, martedì 5 febbraio, su iniziativa di Forza Italia si sono ritrovati a Roma, presso la Sala della Commissione Difesa, i rappresentanti nazionali di tutte le associazioni balneari ITB Italia, Assobalneari, Federbalneari, Fiba, Oasi, Sib, Cna Balneatori, Base balneare e Comitato pertinenziali, per fare il punto della situazione all’indomani dell’estensione di 15 anni istituita dalla legge di bilancio.
All’incontro hanno partecipato i parlamentari Anna Maria Bernini, Maurizio Gasparri, Massimo Mallegni, Andrea Cangini, Deborah Bergamini e  Maria Virginia Tiraboschi.

Dopo l’intervento iniziale del Sen. Gasparri, il quale ha confermato l’azione volta a chiedere l’esclusione della categoria dalla direttiva ritenendo che i 15 anni di proroga ottenuti, anche grazie alle proposte avanzate in questi ultimi anni proprio da Forza Italia inserite anche nel programma elettorale del centrodestra, non possono bastare, e al massimo possono rappresentare un lasso di tempo utile per trovareuna soluzione definitiva senza avere sulla testa la spada di Damocle delle gare.

A questo punto sono iniziati gli interventi, il primo dei quali è stato del Presidente dell’ITB Italia Giuseppe Ricci:
“Si parla tanto della proroga di 15 anni, a partire dal 31 dicembre 2018, e dunque fino al 2033.
Ma perché, invece di fermarsi al comma 685, l’ultimo degli 11 commi che riguardano i balneari, non proseguiamo a leggere, andando al comma successivo, il 686 che riguarda il commercio ambulante?
Qui si scopre che, in poche righe, il Governo ESCLUDE il COMMERCIO AMBULANTE dall’applicazione della Direttiva Bolkestein.

Eppure, mi sembra di ricordare che un rappresentante del Governo, in un incontro a Rimini, usando tralaltro un linguaggio colorito, ci assicurò che avrebbe salvato le nostre imprese.
Adesso ci dicono che in 120 giorni fanno la riforma di tutto il settore, e faranno quello che non è stato fatto in questi 12 anni…

Qui sorge la prima questione: perché ai balneari italiani sono stati concessi solo 15 anni di proroga (incerta), mentre alla categoria degli ambulanti è stata esclusa dalla Bolkestein. Perché per i balneari non è stato fatto lo stesso?

Se penso alle dichiarazioni del Sig. Sergio Battelli del Movimento 5 Stelle, c’è da preoccuparsi e non poco: «La legge di bilancio non prevede espressamente le gare per i concessionari del comparto balneare, ma queste saranno rimandate a un decreto del presidente del consiglio. Ecco perché siamo al lavoro per impegnare il governo, già in quella sede, ad adoperarsi per assegnare le concessioni attraverso procedure di evidenza pubblica. Il Movimento 5 Stelle ritiene infatti che sia questo lo strumento più efficace per garantire trasparenza, legalità e libera concorrenza. E ribadisco che parliamo di gare, non di aste» (Fonte Mondobalneare.com).

Effettivamente, leggendo attentamente quanto scritto nella Finanziaria, nell’art.1 dal comma 675 al comma 685, fondamentalmente ritroviamo quanto ci era stato anticipato un anno fa dallo stesso Battelli in un incontro svoltosi a Roma nel gennaio del 2018, e che poi era stato effettivamente inserito nel programma elettorale del Movimento.

È chiaro, dunque, come ci troviamo difronte ad un “periodo transitorio”, mascherato da “proroga”, al termine del quale vi saranno le evidenze pubbliche. Inoltre resta da vedere come sarà accolta, non tanto in sede europea quanto in sede nazionale, questa cosiddetta proroga datosi che, diverse sentenze italiano hanno ribadito, per quanto riguarda le concessioni in generale nel nostro paese, l’illegittimità di proroghe generalizzate e indiscriminate.

Vi sono poi gli “effetti perversi” che questa norma prevista in finanziaria sta portando e porterà: il primo è che molti degli attuali concessionari, di fronte ad un nuovo, lungo (e che a molti sembrerà interminabile) periodo di incertezza, ha già deciso di mettere in vendita la propria attività, spesso svalutando il lavoro svolto on anni e anni di attività.

Secondariamente, chi ha deciso di continuare nella propria attività, si troverà nuovamente difronte ad un periodo che non gli permetterà comunque di fare investimenti sulla propria struttura, limitandosi all’ordinaria amministrazione, in quanto non avrebbe il tempo sufficiente per ammortizzare gli eventuali investimenti.

Dunque una nuova e pericolosa situazione di stallo per un settore importante per l’economia del nostro paese che si troverebbe così a perdere ulteriori posizioni a livello di offerta internazionale, soprattutto se confrontato al fatto che le nazioni nostre dirette competitor (ad es: Spagna, Portogallo e Croazia) hanno già provveduto ad escludere i loro balneari dall’applicazione della Direttiva Bolkestein.

Un danno che non possiamo e non dobbiamo permetterci.

Per questo ribadiamo ancora una volta il nostro appello affinché tutte le associazioni si uniscano per portare avanti una soluzione comune che salvi tutta la categoria, e che noi pensiamo possa essere quella sdemanializzazione, a favore degli attuali concessionari, che non solo permetterebbe allo stato un introito tale da alleggerire il debito pubblico (come previsto tralaltro negli impegni che ha preso con l’Unione Europea), ma garantirebbe, attraverso una clausola di “salvaguardia di destinazione d’uso”, già prevista nell’attuale legislazione, l’attuale situazione ambientale e d’utilizzo delle aree sdemanializzate, impedendo varianti, speculazioni, cambi di destinazione e cementificazioni, che tanto vengono sbandierate da certi “ambientalisti” di professione.

Inoltre chiediamo a Forza Italia di farsi impegnarsi, con l’appoggio unanime di tutte le associazioni sindacali, affinché vi sia una revisione complessiva della materia in merito ai canoni demaniali, in modo da risolvere una volta e per tutte il problema dei pertinenziali che stanno morendo a causa dei canoni OMI, e che tenga conto di tutti gli altri “oneri concessori” che i balneari si trovano a sostenere a mò di “CANONE OCCULTO”, evitando quindi ulteriori penalizzazioni ad una categoria che già si ritrova il regale dell’IVA al 22%”.

Per gli interventi degli altri rappresentanti, vi rimandiamo al all’articolo di MondoBalneare.

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