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Ma che c’entrano i balneari con la Bolkestein?

by • 9 aprile, 2018 • Primo Piano, Ultime NotizieComments (0)717

Il 18 aprile, giorno in cui vederemo in faccia Mr. Bolkestein, si sta avvicinando, ma, ad essere sinceri, non è che sia un fatto così “storico”.
O meglio: il fatto che, finalmente, dopo oltre 12 anni ci sia un incontro ufficiale e regolare con colui che ha dato il nome alla “Direttiva Servizi”, è una bella notizia, e di questo va dato pienamente merito a chi è riuscito ad organizzare, tra mille difficoltà, questo evento.
Quindi un grandissimo GRAZIE a Bettina e a TUTTE le Donnedamare.

C’è però da dire che, come Associazione di Imprenditori Turistici Balneari – ITB ITALIA, la cosa ci lascia, per così dire, “indifferenti”: nel senso che, da sempre andiamo sostenendo (e chi ci segue lo sa benissimo) che NOI BALNEARI, con questo signore, con la Direttiva che porta il suo nome, e con le cosiddette “direttive” dell’Europa, NON C’ENTRIAMO NIENTE.

Qualche anno fa, era il novembre 2011, assieme ad altri amici e colleghi organizzammo la famosa “Derovana”, (in questi due articoli 2011/11/ Adesso si protesta a Bruxelles in camper e 2011/11/ Bolkestein: l’Europa porge la mano. Adesso tocca all’Italia i resoconti di quel viaggio) e fu proprio durante l’incontro con con i due referenti dell’Unione Europea, Martin Frohn e Daniel Kramer, con grande stupore scoprimmo innanzitutto che nessun rappresentante dei governi italiani si era preoccupato, fino a quel momento, di andare a Bruxelles per discutere della “questione Bolkestein” con la Commissione Europea.

Non solo: l’Unione Europea non era affatto al corrente di tutti i problemi, gli incontri e le manifestazioni che si erano svolte in tutta Italia nei tre anni precedenti, e i rappresentanti europei rimasero stupiti di come i problemi di così tante imprese non fossero stati tenuti in considerazione da alcun politico italiano.

Ma soprattutto, Frohn, durante l’incontro con la delegazione italiana, si disse totalmente disponibile a trovare una soluzione visto che l’obiettivo dell’Unione Europea, è si quello di rendere il mercato libero da qualsiasi barriera competitiva ma allo stesso tempo di salvaguardare la piccola media impresa.
L’unica prerogativa fu quella che, giustamente, toccava al governo italiano, in quanto interlocutore principale, presentare a Bruxelles una proposta che difendesse gli stabilimenti balneari italiani.

Dunque, in sostanza, la parola tornava a Roma, all’Italia.

Adesso, visto che in questi sette anni non siamo stati in grado di farlo capire a certi nostri rappresentanti politici (ma anche a molti nostri colleghi balneari che evidentemente preferiscono continuare a credere nelle favolette e ai pifferai magici) sarà l’Europa stessa, nella persona del suo massimo rappresentante (Mr Bolkestein) a venire a dircelo.
E ci auguriamo che mercoledì 18, alla sala dei gruppi parlamentari a Montecitorio, siano presenti tantissimi politici, non solo quelli che già hanno capito le nostre ragioni e si sono chiaramente schierati dalla nostra parte, ma soprattutto quelli che ancora si celano dietro l’alibi dell’Europa, del “ce lo chiede Bruxelles”, del “altrimenti andiamo in infrazione”.

Così, magari, smetteranno una volta e per tutte di nascondersi dietro la UE.

Sarà uno straordinario punto di RI-partenza, visto che poi, dal 19, toccherà solo e soltanto all’Italia occuparsi di trovare una soluzione, in parlamento, e velocemente, perché non possiamo più aspettare, perché il 2020 è vicino, e perché adesso non ci saranno più scuse.

Adesso dipenderà solo e soltanto da noi.

ESCLUSIVO: Ecco le 6 procedure per escludere i balneari dalle aste!

Proposta Limpida

 

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