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Addio a Giovanni Del Zompo, Pioniere del Turismo Balneare Sambenedettese

by • 16 marzo, 2018 • Marche, Primo Piano, Ultime NotizieComments (0)1503

Sfogliando l’album fotografico della sua vita, si nota subito quali fossero i suoi più grandi amori: la moglie Teresa, le figlie Armida e Mirella, e la spiaggia di San Benedetto.

Giovanni Del Zompo, venuto improvvisamente a mancare mercoledì mattina, può essere considerato uno dei pionieri del turismo balneare sambenedettese.

Un’attività che ha svolto sin da quando, giovanissimo, lasciò il lavoro di funaio per aprire, assieme al fratello Mario, anche lui recentemente scomparso, lo stabilimento “Riviera Blu” che si trovava all’altezza della pinetina sul Lungomare Trieste.

E “piazzare” i propri ombrelloni così lontano dal centro cittadino, era considerato un po’ da folli, o nel migliore dei casi, molto coraggioso, visto che, subito dopo la guerra, quella parte di litorale era raggiungibile solo attraverso la stretta strada litoranea sterrata (il moderno lungomare Trieste sarebbe arrivato solo alla fine degli anni ’50), e che il resto della città si sarebbe sviluppato solo nel decennio successivo.

Nel l’album dei ricordi c’è una foto in bianco e nero nella quale si vedono, di fronte ai tipici casotti di legno dell’epoca, alcuni di quei “folli coraggiosi”: oltre a Giovanni Del Zompo inginocchiato sulla sabbia, si riconoscono Benedetto Ricci, Elvira Capriotti, Giulia Emiliani e l’allora bagnino dell’Hotel Progresso Pasquale Crescenzi, tutti insieme nel tratto di spiaggia davanti all’Hotel.

Una generazione di “venditori di sole” che, con la loro autenticità del turismo d’altri tempi, hanno posto le basi per lo sviluppo non solo turistico ma anche sociale degli anni avvenire.

Infatti, Giovanni amava ricordare come tra quei casotti, durante la stagione estiva, vi fosse un brulichio di vita fatta di fortunati che riuscivano ad acquistare una bibita fresca (infatti i frigoriferi ancora non esistevano e le tinozze con le bibite, o in qualche caso con il chinotto, venivano rinfrescati artigianalmente con il ghiaccio secco che arrivava direttamente dalla fabbrica del ghiaccio al porto, via carretto), oppure di villeggianti che arrivavano sprovvisti di costume da bagno: allora lui apriva la cabina dove si trovavano i costumi “di cortesia” e lì ti faceva scegliere quello che più ti aggradava o ti stava comodo. E a fine giornata i costumi venivano sempre puntualmente restituiti.

Con gli anni, il tempo scandito dal segno di rossore che le sedie di plastica intrecciate lasciavano dietro alle cosce, venne sostituito dalle novità e del turismo balneare dei giorni nostri: grazie ai nuovi piani di spiaggia e allo sviluppo urbanistico di San Benedetto, Giovanni aveva visto nascere il nuovo e modero Chalet Spiaggia D’Oro, piccolo gioiellino al passo con i tempi.

Ma il suo pallino rimaneva sempre quello della sua generazione di bagnini che già alle 6 del mattino era al suo posto per mantenere lo Chalet sempre in ordine e la spiaggia pulitissima, pronto ad accogliere tutti coloro che amano prendere il sole presto.

Una vita passata sulla spiaggia, una storia durata più di settantanni, con l’unico cruccio di non essere riuscito a vedere una soluzione definitiva alla questione Bolkestein.

Con lui se ne va uno degli ultimi personaggi veri e genuini di una San Benedetto che non c’è più.

 

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