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STRALCIO (relazione) BALNERAIA 2016

by • 25 dicembre, 2016 • Ultime NotizieCommenti disabilitati su STRALCIO (relazione) BALNERAIA 2016210

Carissimi colleghi

Ancora una volta siamo qui riuniti perché crediamo nei nostri diritti, come persone, come imprenditori, padri di famiglia,e come cittadini italiani, che dopo nove anni di lotte,manifestazioni, convegni e promesse ancora non sanno quale sarà il proprio futuro.
Nove anni durante i quelli abbiamo visto passare governi di ogni colore politico, politici di ogni specie, personaggi eterogenei che ci hanno sconvolto per la lontananza dai problemi reali di gente comune come noi.
Pochi sono stati quelli che si sono distinti e ai quali saremo sempre riconoscenti.
Politici DOC, di sicuro affidamento e e di questi ne conosciamo perfettamente nome e cognome; e per questo vi chiedo di non dimenticarli Politici che hanno fatto il possibile…ma una categoria addormentata,narcotizzata è stata capace di rifiutare
ANCORA UNA VOLTA, non possiamo più aspettare.
C’è bisogno di una soluzione che salvi, ora e subito, le nostre imprese, non dopo, quando potrebbe essere troppo tardi. Infatti il 25 febbraio l’ “arringa” dell’ Avvocato Generale che ha detto NO alla proroga al 2020 e dopo la Corte si prenderà tutto il tempo che vuole per decidere come farci morire.
La sentenza magari arriverà prima dell’ estate, oppure in piena stagione. Non si sa.
Ad ogni modo, la Corte di Giustizia è molto legata alla commissione e senza un governo che interviene in maniera politicamente decisa è difficile che questa possa prendere delle decisioni a nostro favore.
Ora , nel caso la deroga venga bocciata, occorrerà agire immediatamente attraverso una nuova legge, ma anche ammesso che la Corte Di Giustizia Europea convalidi la proroga al 2020, non sarebbe certo una soluzione definitiva, perché nel giro di un paio d’ anni ci ritroveremo di nuovo allo stesso punto.
Insomma, in qualsiasi caso va fatta una legge che salvaguardi il settore degli imprenditori balneari, indipendentemente dalla decisione finale della Corte.
La politica ha il dovere di darci delle certezze!
A Bruxelles ci è stato riferito che dalla parte della Commissione Europea non c’è una preclusione verso la nostra proposta di sdemanializzare, ma occorre che il governo italiano presenti la proposta in modo che la commissione a Industria e al Commercio Bienkowska possa finalmente esaminarla.
E’ necessario avere di più per garantire la continuità e ridare il nostro valore alle nostre imprese: sarebbe la giusta continuazione di quel percorso iniziato nel 1998 con l’ emanazione della legge 494 che fissava paletti e certezze per i balneari e continuato con l’ art 10 della legge 88 del 2001 con il quale ci venivano concessi i 6 anni rinnovabili automaticamente, fatto che portò il settore turistico balneare al grande rinnovamento strutturale e occupazionale.
Al quel punto ci aspettavamo quell’ ulteriore passettino in avanti che avrebbe sancito realmente e definitivamente la nascita di una vera categoria di imprenditori balneari (e non solo nominalmente come previsto tra le righe dalla legge 135 del 2001).
Per noi quel “passettino”, sarebbe stata la “sdemanializzazione” della superficie dove insistono le nostre imprese, concedendoci come pertinenza la spiaggia per la posa ombrelloni e che sempre noi lo avremmo supportato, concedendo gratuitamente i servizi generali.
Infatti va chiarito che noi, oltre al pagamento del canone demaniale siamo tenuti a svolgere onerosamente tanti altri servizi come ad esempio il salvataggio a mare con annesse responsabilità civili e penali.
L’ on. Baretta, sottosegretario all’ Economia , nell’ ultimo incontro svoltosi a Roma il 28 Ottobre in occasione della presentazione svoltasi in Senato dell’ intergruppo Parlamentare per la difesa delle imprese balneari, ha provato a tranquillizzarci dicendo (e abbiamo il filmato)che grazie alla legge 125 del 2014 si impegnano tutte le regioni a fare una ricognizioni precisa delle aree e dei confini demaniali per poter arrivare ad un riordino.
Il passo successivo dovrebbe essere quello che porta alla sdemanializzazione delle aree dove insistono le nostre imprese e al riconoscimento di quelle aree agli attuali concessionari e dunque
All’ esclusione delle stesse dalla tagliola delle aste.
Ma questo sarà possibile solo se i balneari si sveglieranno e si faranno sentire.
Se continuiamo a far vedere il nostro disinteresse generale, se alle manifestazioni continueremo ad essere poche centinaia di persone, se non ci facciamo sentire allora non aspettiamoci alcunché. Anzi…. peggio ci meritiamo,
Ad esempio quello che ci preoccupa è come potranno comportarsi le regioni : quali criteri e orientamenti adotteranno? Magari in base alla corrente? O al pensiero politico?O alle convinzioni di un singolo governatore? Oppure decideranno negli interessi degli attuali imprenditori balneari.
Per questo chiediamo che tale “riordino” venga fatto dalle regioni e dai comuni, ma con la supervisione e il controllo effettivo del Governo che del Comando Generale Delle Capitanerie Di Porto affinché è non ci siano “figli e figliastri”, e tutti, indistintamente possano giovare senza preclusioni ideologiche e politiche.
Questo permetterebbe anche di garantire la salvaguardia delle coste, visto che in questo modo si eviterebbero le speculazioni edilizie e le cementificazioni selvagge e il proliferare di avventurieri e affaristici ogni specie che in combutta con certi amministratori locali corrotti o fintamente ambientalisti hanno saccheggiato le nostre spiagge, inquinato il settore balneare danneggiando così l’ immagine di tutta la categoria.
Noi a questi personaggi e ai loro spalleggiatori politici diremo sempre no!
Noi siamo e saremo sempre a difesa delle piccole imprese familiari gestite direttamente dalle famiglie che vi hanno la loro intera vita e i loro risparmi che danno lavoro stagionalmente a oltre 300.000 persone secondo le regole e le normative vigenti e che hanno realizzato le loro imprese secondo le leggi, i regolamenti e le disposizioni che le amministrazioni davano per tempo.
E abbiamo rispettato le leggi anche quando queste erano ingiuste e vessatorie
E? il caso dei canoni OMI per le pertinenze demaniali ad uso commerciale.
Sin dal 2007 l’ ITB ITALIA ha denunciato questo sistema avvertendo ministri amministratori e altri dirigenti dei ministeri che cosi facendo si sarebbero messi in ginocchio centinaia e centinaia di imprese portandole vicino al fallimento. Oggi sempre attraverso la sdemanializzazione delle strutture pertinenziali potremmo risolvere definitivamente il problema
( infatti non sarebbero più soggette ai canoni OMI) e contemporaneamente potremmo trovare una soluzione di conguaglio per le cifre già pagate o da pagare.
E poi così facendo eviteremo di fare come vorrebbero certi carrozzoni che per salvare una parte sarebbero pronti a far pagare a tutti gli altri. Questo per farvi capire come per certi carrozzoni siamo (siete) solo dei limoni da spremere…..
Ecco mancano solo 26 giorni per decidere le sorti di tanta gente che , qualunque sia la decisione della Corte Di Giustizia Europea ha bisogno di risposte certe e di un futuro sicuro.
Sicuramente non siamo capaci di fare “lobby” e quindi nessuno potrà venirci a dire che ci siamo comprati i giudici o qualche altro funzionario a Bruxelles.
Però possiamo ancora far vedere che siamo tantissimi e siamo uniti a difesa delle nostre imprese e che saremo pronti a dare mandato di difenderci ad avvocati e seri professionisti del settore che fanno valere in tribunale i nostri diritti.
Con la speranza di continuare a credere che ci siano ancora politici e amministratori capaci di decidere senza farsi comprare o influenzare da pregiudizi e ideologie.
Ecco,la STORIA SIAMO NOI e non dobbiamo permettere a nessuno di cancellarla.
Dipende solo da noi da quanto siamo disposti a difenderla.
Facciamolo capire a tutti.

Giuseppe Ricci

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