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È tempo di passare ai fatti

by • 4 marzo, 2016 • Primo Piano, Ultime NotizieComments (1)1730

È una ITB molto arrabbiata, ma ancora più determinata, quella che ritorna dalla Fiera Balnearia che si è svolta a Marina di Carrara.

Arrabbiata perché dopo le notizie giunte dalla Corte di Giustizia Europea (ovvero la richiesta di cancellare la proroga al 2020), i concessionari si sarebbero aspettati una risposta concreta da parte della politica e del Governo.

Ancora una volta abbiamo assistito al solito balletto di belle dichiarazioni” dichiara il Presidente ITB ITALIA Giuseppe Ricci; “anche il neo ministro per gli affari regionali Enrico Costa è intervenuto per dire che l’Europa non può cancellare 28.000 imprese, che occorre certezza del diritto, che la colpa è di chi c’era prima di lui, e che si impegnerà a convocare un tavolo di concertazione a Roma”.

“Purtroppo sono le stesse parole che continuiamo a sentire da ormai 9 anni. Cambiano gli interpreti ma la musica e le parole rimangono sempre le stesse”.

“Per questo, per la prima volta in tanti anni, abbiamo scelto di non invitare politici. SIAMO STUFI delle solite chiacchiere e delle promesse a vanvera”.

“C’è bisogno di una soluzione che salvi, ora e subito, le nostre imprese, non dopo, quando potrebbe essere troppo tardi. Non è ammissibile che i rappresentanti del Governo, vecchi o nuovi che siano, si nascondano dietro a scuse o rinvii…”

“E se il governo Italiano, dovesse permettere che tante imprese spariscano e che tante famiglie si ritrovino in mezzo alla strada, allora sarà complice di un vero e proprio crimine. E allora ci dovrà pensare la magistratura”.

“L’ITB Italia, da anni, chiede, e continuerà a chiederlo finché avrà vita e voce, solo l’applicazione di regole già stabilite per salvare le nostre imprese”.

L’ITB ITALIA continua così a insistere sulla strategia della sdemanializzazione o del diritto di superficie con diritto di riscatto, per salvare le imprese balneari, posizione sulla quale, unica vera notizia positiva, stanno iniziando finalmente a convergere anche altri sindacati nazionali.

“L’ On. Baretta, sottosegretario all’economia” racconta Antonio Smeragliuolo, Responsabile dell’ITB Toscana “nell’ultimo incontro svoltosi a Roma il 28 Ottobre in occasione della presentazione svoltasi in Senato dell’ intergruppo Parlamentare per la difesa delle imprese balneari, ha provato a tranquillizzarci dicendo (e abbiamo il filmato) che grazie alla legge 125 del 2014 si impegnano tutte le regioni a fare una ricognizioni precisa delle aree e dei confini demaniali per poter arrivare ad un riordino. Il problema è che purtroppo, le regioni stanno disattendendo questo impegno, rimanendo immobili o addirittura ignorando le nostre richieste di spiegazioni e chiarimenti. Semplicemente VERGOGNOSO”.

“Sono invece rammaricato – Ribatte Ricci – che tanti miei colleghi abbiano finora portato avanti altre teorie irrealizzabili e inutili. Perché chiedere 30 anni di proroga, se l’Unione europea si è espressa negativamente sul meccanismo di proroga?”.

Antonio Smeragliuolo, tecnico dell’ITB ITALIA, ha poi approfondito questo aspetto, ricordando che “il diritto di superficie per le nostre imprese è già stato riconosciuto dal Consiglio di Stato e dal TAR. Perché dobbiamo chiedere una proroga? Che ci diano il diritto di superficie che ci spetta! Ai fari ne hanno appena concessi 50, con tanto di diritto di prelazione al termine del periodo”.

Appassionato, invece, l’intervento di Gino DiLello, altro VicePresidente Nazionale e responsabile di ITB Lazio, che ha voluto semplicemente esprimere tutto il suo dolore e la sua rabbia per chi gli sta portando via un pezzo della sua vita: “io nel mio piccolo stabilimento ci sono nato e cresciuto, mi ha permesso di dare da mangiare alla mia famiglia e di arricchire il mio paese. Non posso permettere che qualcuno mi dia una pacca sulle spalle e mi cacci via, come fossi un delinquente. Voglio solo il diritto di lavorare per la mia impresa. Punto.”

Insomma”, conclude Ricci, “Se continuiamo a far vedere il nostro disinteresse generale, se alle manifestazioni continueremo ad essere poche centinaia di persone, se la categoria continuerà ad essere divisa e strumentalizzata da personaggetti e quaquaraquà che vogliono solo fare i loro interessi, se non ci facciamo sentire, allora non aspettiamoci alcunché. Anzi… ci meritiamo di peggio, se non ci svegliamo.
Diciamo sempre che “la STORIA SIAMO NOI e non dobbiamo permettere a nessuno di cancellarla, ma dipende solo da noi quanto siamo disposti a difenderla.
Facciamolo capire a tutti”.

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One Response to È tempo di passare ai fatti

  1. alfredo scrive:

    organizzi una manifestazione e pubblicizzi la data…. io preferirei che sfilassimo tutti insieme con le maglie rosse davanti casa di renzi

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