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L’On. Lara Comi contro le liberalizzazioni

by • 3 giugno, 2014 • Primo PianoComments (3)2334

In merito ad alcune discussioni venutesi a creare negli ultimi giorni, riguardo al comportamento di alcuni europarlamentari italiani che stanno seguendo già da diversi anni le vicende e le problematiche della nostra categoria, pubblichiamo una doverosa precisazione da parte nostra.

Nel settembre 2013, l’On Lara Comi è stata co-firmataria di un’importante documento “Risoluzione del Parlamento europeo dell’11 settembre 2013 sul mercato interno dei servizi: situazione attuale e prossime tappe” che al punto 8 va a chiarire che la “Direttiva servizi 2006.123.CE” (la cosiddetta “Direttiva Bolkestein“) non impone le liberalizzazioni.

Qui il link al documento:
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P7-TA-2013-0366+0+DOC+XML+V0//IT

Questo documento va dunque a contrastare con quanto dettato dalla relazione programmatica 2014 dello Stato Italiano, dove invece sono previste le liberalizzazioni delle concessioni demaniali marittime volute dall’ex Governo Monti.

Qui la relazione programmatica
http://www.politicheeuropee.it/attivita/18796/relazione-programmatica-2014-al-parlamento

Qui al PUNTO 1.1.2 si legge >> Tali prescrizioni  potrebbero essere efficacemente inserite all’interno del più ampio processo di liberalizzazione attualmente in corso ai sensi dell’articolo 1 del decreto-legge n. 1/2012, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27 che tratta specificamente l’accesso e l’esercizio delle attività economiche a livello  statale, anche attraverso l’utilizzo di strumenti di delegificazione.

Si evidenzia quindi una chiara visione di un contrasto tra quanto approvato dal Parlamento Europeo e la relazione programmatica 2014, ed anche le dichiarazioni della Commissione Europea.

Tra l’altro, proprio nella data di oggi infatti, la Commissione Europea ha nuovamente spinto il Governo Renzi all’applicazione dell’art. 49 TFUE, il famoso “diritto di stabilimento”, che andrebbe attuato appunto con le liberalizzazioni:

“L’Italia deve anche rimuovere gli ostacoli alla concorrenza nelle professioni, nei servizi pubblici locali, nelle assicurazioni, nel commercio al dettaglio e nei servizi postali”

Da qui l’estrema importanza temporale, di quanto firmò l’On Comi nel Settembre 2013 e che conferma ancora una volta il complesso e articolato percorso intrapreso dal 2010 (http://www.rivieraoggi.it/2010/12/11/108601/litb-fa-festa-ma-il-2015-fa-paura/), e proseguito costantemente in questi ultimi anni.

Occorre ancora una volta precisare che la soluzione deve essere ricercata in Italia, partendo dalle proposte già formulate, presentate dall’ITB Italia, e accettate (vedi l’incontro con il Sottosegretario Baretta) in ambito del tavolo tecnico.

Perché sarebbe inutile essere esclusi dalla direttiva, senza avere delle soluzioni già pronte e definitive per salvaguardare la nostra categoria e gli attuali imprenditori turistici balneari.

Rimaniamo concentrati oltre che sul nostro lavoro quotidiano anche sulle questioni che rischia o di privarci del nostro lavoro.

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3 Responses to L’On. Lara Comi contro le liberalizzazioni

  1. claudio piras scrive:

    possibile che nessuno voglia recepire le indicazioni giuste indicate dall’itb italia in merito alla fuoriuscita dalla bolkestein, forse perchè non sono state fatte da un burocrate, comunque sia, a me pare sia l’unica soluzione giusta per poter uscire da questa orribile ingiustizia chiamata bolkestein.

  2. claudio piras scrive:

    ormai è tanto tempo che ripetiamo le stesse cose ovvero il problema dei concessionari balneari caduti della trappola bolkestein è tutto italiano e non riguarda l’europa, quest’ultima è solo un paravento, il problema è tutto italiano quindi bisogna vedere quanto i nostri politici siano interessati a tutelare oltre 500000 posti di lavoro solo in ambito concessioni demaniali oltre all’indotto e la gran massa di ambulanti sparsi in tutto il territorio nazionale tutti questi sono numeri impressionanti e se il governo non tutela tutte queste persone allora vuol dire che non sono in grado di comandare un paese come l’italia perciò tutti a casa

  3. claudio piras scrive:

    ormai è tanto tempo che ripetiamo le stesse cose ovvero il problema dei concessionari balneari caduti della trappola bolkestein è tutto italiano e non riguarda l’europa, quest’ultima è solo un paravento, il problema è tutto italiano quindi bisogna vedere quanto i nostri politici siano interessati a tutelare oltre 500000 posti di lavoro solo in ambito concessioni demaniali oltre all’indotto e la gran massa di ambulanti sparsi in tutto il territorio nazionale tutti questi sono numeri impressionanti e se il governo non tutela tutte queste persone allora vuol dire che non sono in grado di comandare un paese come l’italia perciò tutti a casa.

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