Analisi sul Turismo a cura del Centro Studi Balneari

by • 1 luglio, 2013 • Ultime NotizieComments (2)1585

Secondo i dati dell’ultimo Rapporto annuale il WTTC (Worrld Travel Tourism Council) il turismo nel mondo vale il 2,9% del Pil mondiale e, in particolare, il 2012 segna il terzo anno consecutivo di crescita per questo indicatore, che sale del 3%, un 3% e più che all’incirca continuerà anche per i prossimi anni. Anzi, il contributo diretto dell’industria del turismo al Pil globale può crescere a una media del 4% l’anno di qui al 2021, con un forte impulso dall’Asia Nord Orientale».

Il turismo nel mondo contribuisce in maniera diretta all’economia globale per oltre 2 trilioni di dollari, che salgono a 6,6 e, se si somma anche l’impatto indiretto, come ad esempio quello sulla distribuzione, mezzi di viaggio, biglietti dei musei…, arriva al 9,3% sul Pi (10 % circa in Italia)l.

Cresce anche la spesa dei turisti verso i 1,2 trilioni che corrisponde al 5,4% dell’export globale. Nei prossimi dieci anni l’attività economica in ambito turistico dovrebbe crescere del 3,1%, come pure la spesa: ovvero è il settore mondiale con la massima espansione prevista a livello globale, laddove i vari settori, chimica, auto etc.. sono in stasi o in regresso. Nel 2011, infine, il turismo – riporta WTTC – ha occupato 255 milioni di persone, con un volume d’affari di 6.300 miliardi di dollari. Da qui l’attenzione di tanti investitori internazionali sul business “Turismo” ed, in particolare su quello balneare!

Per tornare al nostro paese, lo scorso anno il nostro Paese, secondo il Centro studi Intesa SanPaolo – ha incassato pesanti segni negativi (-5% di arrivi e -6% di presenze). E anche quest’anno le imprese turistiche italiane dovranno ancora leccarsi le ferite: si stima un -7% in termini di fatturato. E’ una piccola tragedia, visto che dal primo posto degli anni 70/80 . l’Italia, nel 2012, è il quinto Paese più visitato nel mondo con 47,4 milioni di turisti stranieri (98 milioni se si aggiungono anche gli italiani), mentre il primato assoluto è della Francia con 70 milioni di stranieri. Ora, però, con la frenata degli arrivi degli ultimi anni, il nostro Paese rischia di retrocedere addirittura dietro Inghilterra e Germania, che certo non possono contare sulla ricchezza del nostro patrimonio culturale.

Questo perché, oltre ad offrire belle spiagge e mare cristallino riuscissimo a fare sistema con servizi culturali integrati, (circuito enogastronomico, circuito sportivo, musei e beni cultural, strade, parcheggi, informatizzazione..) il Pil del turismo crescerebbe di almeno 4 miliardi: un intera manovra economica! Che diventerebbero cinque con un aumento delle presenze del 20 per cento..

E’ importante ricordare, inoltre, che in Italia ogni presenza turistica genera in media 103,4 euro di valore aggiunto. Ciò significa che un aumento delle presenze garantirebbe innanzitutto una crescita significativa di valore aggiunto per i territori.

Purtroppo per noi, anzi, In coda alla lista delle performance del turismo (tra i Paesi del G20) nei dati WTTC quest’anno si piazza l’Italia: meno 2,8% il Pil di settore, il risultato peggiore di tutta l’Europa, che nell’insieme perde comunque uno 0,6% rispetto al 2011, contro una stima di meno 0,2% all’inizio dell’anno. A far male all’Italia è stato il calo di domanda e spesa degli stessi italiani: meno 4% circa. Fa relativamente meglio la Grecia, dove il turismo produce il 6,4% del Pil totale, con un volume di business di quasi 12,5 miliardi di euro, anche se i visitatori internazionali sono diminuiti del 9% nella prima metà dell’anno. Tra l’altro WTTC fa sapere che: gli arrivi turistici internazionali sono cresciuti del 4,9% tra gennaio e giugno 2012, il traffico aereo passeggeri del 6,8%, e l’occupazione media alberghiera è in aumento quasi ovunque, salvo che nel Sud Europa.

In conclusione siamo come quelli partiti per vincere il campionato e stiamo rischiando la retrocessione nella serie B del turismo.. sarà forse il caso di ricordare che tutto questo ha avuto inizio con la scomparsa di un vero Ministero del Turismo e con l’inerzia davanti alle richieste di un’Europa che non fa del turismo un settore importante..

E’ tempo di cambiare strada, se già non è troppo tardi e di orientare il sistema Italia a quello che è il suo vero business: quello del sole, del mare e del made in Italy dei nostri servizi turistico balneari!

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2 Responses to Analisi sul Turismo a cura del Centro Studi Balneari

  1. Monica scrive:

    GRANDE ITB ITALIA!!!

  2. Monica scrive:

    concordo su tutto! bravi!!!!

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