Itb Italia verso Balnearia: e non molliamo mai
Pubblicato in 23. gen, 2011 da admin in Italia, Toscana
Appuntamento a Marina di Carrara con un carico di proposte: raccolta di migliaia di firme di imprenditori e turisti contro la Bolkestein, gruppi di studio e coinvolgimento. Ne va della nostra sopravvivenza
ROMA – È terminato il 2010, un anno faticoso per la nostra associazione Itb Italia, un anno importante perché siamo riusciti a destare in tanti la consapevolezza della gravità della situazione che stiamo vivendo attraverso manifestazioni, lettere, documenti, presenza sui mass media. Molto abbiamo fatto, ma molto dobbiamo ancora fare, per noi e per tutti gli imprenditori turistici balneari: la lotta continua e continuerà ancora per tutto il 2011 ed oltre, fino a portare le nostre istituzioni a risolvere i problemi che ci hanno creato.
Già a fine mese, ad esempio, saremo presenti in massa alla Fiera Balnearia di Marina di Carrara dal 28 al 31 gennaio per chiamare tutti gli imprenditori turistici balneari d’Italia ad un convegno organizzato nella giornata di sabato 29 gennaio con inizio alle ore 15. Saremo in tanti , anche perché molti sono quelli che partiranno dalle Marche e dall’Abruzzo con un pullman da noi organizzato, mentre altri imprenditori turistici balneari ci raggiungeranno dalla Liguria, dalla Sardegna, dalla Sicilia, dalla Romagna e ovviamente dalla Toscana. Questa mobilitazione rappresenta la nostra speranza perché se vogliamo vedere rispettati i nostri diritti dobbiamo essere compatti ed uniti, determinati a lottare con le unghie e con i denti, da oggi fino al 2015, anno di scadenza per l’applicazione della direttiva europea Bolkestein, che rischia di toglierci le nostre amate concessioni.
Abbiamo lottato con incontri, convegni, studi giuridici e manifestazioni sulle spiagge, abbiamo scritto, discusso, parlato con rappresentanti politici e con istituzioni, ma ancora nulla di quanto richiesto si è verificato. E questo anche per la negativa contrapposizione e per il rifiuto di lavorare insieme da parte di alcune associazioni di categoria.
Se le cose non cambieranno, se non riusciremo a farci sentire a livello europeo e nazionale uniti sulle nostre proposte, noi perderemo le nostre concessioni, i nostri investimenti, il nostro lavoro: perderemo una intera cultura turistica, un valore assoluto che contribuisce al benessere di interi territori e alla fama del nostro Paese nel mondo.
Ma noi non intendiamo fermarci ad una sterile contrapposizione: no, noi abbiamo idee e proposte che porteremo avanti con gli operatori del settore e con coloro che hanno davvero a cuore il futuro del turismo balneare italiano.
Fra le azioni che noi dell’Itb intendiamo suggerire vi sono:
Ø raccogliere e portare ai massimi livelli istituzionali migliaia di firme, di nostri colleghi, di turisti e di tutti gli operatori del turismo, affinché le istituzioni e i politici si rendano conto di come la Bolkestein sia un pericolo per tutto il comparto turistico balneare e per tutto l’indotto collegato ad esso e per lo stesso turista frequentatore delle spiagge italiane
Ø vogliamo sottoporre a tutti le nostre proposte: uscita del turismo balneare dal campo di applicazione della direttiva europea che riguarda sì le società di servizi, ma non può riguardare un’attività come la nostra dove svolgiamo compiti istituzionali e di sostituzione delle autorità pubbliche!
Ø in alternativa proponiamo la possibilità di sdemanializzare le fasce costiere, facendo rimanere pubblici gli arenili, così da limitare l’applicazione della direttiva ai soli ombrelloni: è chiaro che nel caso della sdemanializzazione e quindi di alienazione al privato deve essere considerato il diritto di prelazione, diritto possibile su un bene privato.
Ø Abbiamo poi in mente di organizzare forum e gruppi di studio con esperti del settore sul problema della protezione della costa, attraverso piani di intervento sulle spiagge: tutelare le nostre spiagge significa tutelare il nostro lavoro e tutto il turismo italiano.
Ma tutto questo sarà possibile solo se tutti i colleghi imprenditori parteciperanno attivamente alla vita associativa e sindacale: il nostro destino di imprenditori turistici balneari è a rischio e non è più possibile per nessuno sottrarsi ai propri doveri!
Questo vuole essere un richiamo a tutto il comparto turistico balneare, ai comparti del commercio e dei servizi e a tutta la comunità produttiva della nostra riviera, nonché ai politici e agli amministratori: è tempo di essere tutti uniti, a salvaguardia del destino economico di tanti nostri territori, della sicurezza delle nostre spiagge e del futuro lavorativo dei nostri figli e di tanti giovani.






Augusto Barsotti
gen 24th, 2011
SI’, ALLA DIRTTIVA SERVIZI; NO, ALLA DIRETTIVA ESPROPRI!
(Scusate: questa è la sede giusta per il commento; non volevo “raddoppiare)
La Direttiva europea Bolkestein è una direttiva SERVIZI.
E’ e deve rimanere tale, ispirando l’azione del legislatore di ogni Stato europeo, affinchè ne dia applicazione nel proprio territorio, senza devianze dai suoi sacrosanti, originari, obiettivi: unificare e migliorare le norme in materia di PUBBLICI SERVIZI.
La Direttiva Bolkestein non è, non può essere nè diventare una DIRETTIVA ESPROPRI.
La Corte di Giustizia Europea ha la funzione di intervenire per garantire ad OGNI cittadino europeo la “giusta” applicazione di OGNI normativa comunitaria.
Lo Stato Italiano ha il dovere di “revisionare” tutta la normativa demaniale, ripulendola dalle contraddiizioni, adeguandola sì alle norme europee “compatibili”; ma prima e soprattutto adattandola ai tempi e agli interessi dello Stato, nel pieno rispetto dei DIRITTI E DELLE ASPETTATIVE delle imprese e dei cittadini.
Scusandomi per l’enfasi involontaria, che mi ha sopraffatto, Vi auguro buona giornata e buon lavoro.
p.s. Mi complimento per l’invito all’”unitarietà” che avete espresso.