Una lettera dal 2031: turismo balneare, sogno o incubo

by • 31 agosto, 2010 • Ultime NotizieComments (0)881

Agosto è al termine, l’estate 2010 è alle porte, ma il futuro (leggi: direttiva Bolkestein) è dietro l’angolo. Da un recente scambio epistolare tra un imprenditore turistico balneare e il presidente dell’Itb Italia Giuseppe Ricci prendiamo spunto per immaginare quel che potrebbe accadere se non verranno posti rimedi.

Rimini, 10 Agosto 2010
Caro Giuseppe, amico mio,
ti debbo proprio scrivere una cosa straordinaria che mi è successa, una roba incredibile! Pensa che ero sdraiato sul lettino, al mare, in Romagna, quando c’è stato una specie di lampo forte e un tuono e… mi sono trovato seduto su un lettino circolare con materasso bianco e, anziché sotto l’ombrellone, ero in un box a pareti mobili,  con annesso PC wireless, Tv a LCD, interfono con la reception, schermi per abbronzarsi, frigobar e il tutto con un mobilio di simil bambù. Caspita! Qui siamo all’avanguardia, tecnologia  a gogò: anche se per funzionare il tutto mi mancava la password…
Così,  incuriosito, ho fatto un giro, fra bagnanti – tutti con mascherina di protezione della privacy e ho visto un calendario: era quello del 2031! In un attimo erano passati venti anni! Ho cercato al bar di forte ma mi hanno guardato con sufficienza e mi hanno chiesto la card, la card? Si perché ci vuole la card dello stabilimento per aver diritto alle consumazioni mi ha spiegato un perplesso barista cinese. Cinese, perché, poi, voltandomi, ho visto che tutto il personale era cinese! Girando, ho visto che vi erano ben tre piscine con annesso idromassaggio, acquagym etc.. una palestra con macchine ed istruttrice cubana (bellissima), un locale da ballo, con tavolini per la consumazione (da ordinare tramite PC incorporato nel tavolo) ed una discoteca, con annesso dj (l’unico italiano), una sala giochi e tre self service: internazionale, etnico e dietetico. E poi,   campi da tennis, beach volley, palla a volo, pista di go kart e campo giochi per i più piccoli con animatrici tedesche (per la disciplina…). Al piano superiore dello stabilimento vi erano sale da gioco, ristoranti di lusso, aria condizionata e night club; tutti i servizi possibili per la clientela abbiente.
Ovunque, inoltre, schermi a cristalli liquidi che indirizzavano torme di bagnanti rincitrulliti verso gli eventi previsti, quali tornei di ping pong, corsi di aquagym, gare di freccette, corsi di danze polinesiane….
In tutti i locali erano installati altoparlanti e sensori, perché, come mi ha spiegato il dj, a tutti i villeggianti viene installato sotto pelle un chip – che viene tolto quando scade l’abbonamento – e serve sia per l’addebito dei costi che per i controlli di sicurezza….
A questo punto ho cercato di fare il bagno, ma ci hanno avvisato che per quella settimana non era possibile farlo per presenza di polifosfati, meduse mutanti, tracce di amianto e cloruro di vinile in acqua…, ed in ogni caso, anziché bagnini sulla spiaggia c’erano bodyguard con cani pastore.. Poi, di fatto, la sabbia era di polistirolo giallo semiespanso e il mare non si vedeva da nessuna parte! Anzi, come ha spiegato una brochure multimediale, il mare è considerato un optional allo stabilimento: fra piscine, saune, e simil sabbia, a che serve? Se si vuole, poi, un panorama marino ecco scene di mare e bei paesaggi trasmessi con ologrammi sulle pareti dei locali d’intrattenimento ed altoparlanti col fruscio delle onde!
Sempre nella brochure venivano, poi, pubblicizzati simili stabilimenti balneari a Porto Marghera, Taranto, Gela, Bagnoli, diventati di gran moda, proprio perché in aree altamente industrializzate…
Sempre all’italico dj ho chiesto chi fossero i proprietari e mi ha risposto che si trattava di una multinazionale russa del divertimento che ha preso in gestione tanti stabilimenti, grazie alle nuove leggi sugli appalti derivanti dal 2015 dall’applicazione della direttiva Bolkenstein.
A questo punto ho cercato una spiaggia libera e da un oblò nelle mura perimetrali (lo stabilimento è inaccessibile da fuori, grazie a mura in policarbonato e a sensori ad infrarossi e sistemi di allarme) ho visto tanti altri stabilimenti come questo e fra uno e l’altro strisce di spiaggia libera, con poche e macilente persone, cani, caprette ed abbondanza di spazzatura: l’acqua del mare sulla riva schiumava marrone (?)
Basta bodyguard, sistemi elettronici, comandi nelle orecchie, controlli automatici, personale straniero, mare non balneabile,  divertimenti forzati…, voglio evadere da questo lager di lusso! E quando mi si stava avvicinando un minaccioso addetto alla security: bum! mi sono svegliato con un gavettone di mio figlio! E non gli ho tirato accidenti, perché mi aveva risvegliato da un incubo. Un incubo – oggi – ma domani? Il 2015 incombe su tutti noi normali turisti: non può essere questo il futuro turistico balneare che l’Europa ci darà, non è possibile arrivare ai grandi lager del divertimento! Io voglio il mare blu, quello col sole e la sabbia vera e l’amico bagnino e lo spaghetto alle vongole nel ristorantino sul mare: voglio vivere, insomma! Orwell aveva solo sbagliato la data, non 1984, ma 2015 sarà la data fatale dell’arrivo del Grande Fratello turistico! E allora, caro amico, bisogna darsi da fare, tutti insieme, affinché questo incubo non divenga, dopo il 2015, la nostra triste realtà!
Franco

Caro Franco,
Voglio rispondere a questa lettera riallacciandomi all’ultima frase: sì, bisogna darsi da fare perchè il tuo incubo, amico mio, può diventare domani una tragica realtà.
E dico tragica perché la cieca volontà dell’Europa di trattare il nostro turismo come se fosse un’insieme di imprese di costruzioni, rischia di consegnare le nostre spiagge a squallidi uomini con la valigetta e con tanti soldi e pochi scrupoli! Tutti, noi operatori, noi imprenditori turistico balneari,con le nostre istituzioni, la nostra classe politica dobbiamo preoccuparci e prendere atto dell’importanza della direttiva europea, la famigerata Bolkenstein e dei suoi rischi e darci da fare.
Per prima cosa, tutti, davvero tutti, dobbiamo ritrovarci il 15 Ottobre a Rimini, alla fiera Sun, per un incontro, presso il salone delle conferenze, alle ore 10.30, per discutere insieme le iniziative da prendere nei confronti delle direttive europee e per affrontare positivamente il problema sempre più pressante dell’erosione marina delle coste. Ci hanno già assicurato la loro presenza personalità politiche, culturali e studiosi di chiara fama: perciò, venite tutti, amici imprenditori, venite convinti, per evitare di finire dritti dritti, voi e i vostri clienti, nell’incubo che il mio amico Franco ha così bene descritto.
Giuseppe Ricci

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