Pannelli solari, conosciamoli con Sunnyday
Pubblicato in 30. lug, 2010 da admin in Italia
REDAZIONALE Conosciamo un’azienda che opera nel campo del riscaldamento dell’acqua per le docce. Perfettamente adatte agli stabilimenti balneari
SERVIZIO REDAZIONALE
Sebbene se ne parli poco, da noi, i pannelli solari “scoperti”, detti così perché non hanno copertura vetrata, sono una delle tre tipologie base di pannelli solari per riscaldamento dell’acqua: i “sotto vuoto”, i “vetrati piani” e appunto, gli “scoperti”.
Essi sono diffusissimi negli Stati Uniti (almeno il 90% del mercato) dove si svilupparono sin dalla fine degli anni ’70, quasi imposti dalla amministrazione Carter, per il riscaldamento delle piscine.
In Europa, il mercato maggiore é la Francia (il 25% del mercato); si stanno ora diffondendo anche in Italia (ma ancora solo il 5% del mercato, quasi tutto della Janus Energy).
Unica in Italia e tra le pochissime in Europa, li produce, infatti, la Janus Energy srl, marchigiana, con il marchio Sunnyday. La Janus Energy è attiva da circa 15 anni.
I pannelli scoperti sono destinati al riscaldamento dell’acqua sanitaria (35 – 45 °C), delle piscine coperte (28 °C) e delle scoperte (25 °C); in Italia il loro uso è limitato al periodo estivo mentre nei Paesi tropicali ed equatoriali funzionano tutto l’anno.
In Italia, quindi, i maggiori beneficiari dei pannelli Sunnyday sono le strutture turistiche estive (alberghi, campeggi, stabilimenti balneari).
I pannelli Sunnyday, lunghissime strisce in polipropilene copolimero estruso, sono studiati per la realizzazione di grandi e grandissimi impianti in modo veloce e niente affatto traumatico per le strutture che li ricevono: si srotolano e poi si sdraiano su qualsiasi superficie piana (anche una tettoia), trattenuti da traversine, restando nascosti alla vista.
Un po’ di conti
I numeri sono noiosi ma utili.
Per cominciare, installare un impianto solare con pannelli Sunnyday è facilissimo e veloce.
Una batteria di 50 – 60 m2 di pannelli, quanto serve ad un albergo o campeggio che consumi circa 6.000 litri al giorno di acqua calda, si installa in meno di una giornata. Tutti i pannelli Sunnyday si collegano direttamente, l’uno affiancato all’altro, in parallelo, con attacchi speciali maschio-femmina. I pannelli sono leggerissimi; uno scatolone da 80 x 80 x 40 cm pesa 25 kg e ne contiene, arrotolati, per 10 m2: si porta sul tetto con l’ascensore. Poiché, poi, il serbatoio di accumulo dell’impianto solare si allaccia a quello del preesistente impianto convenzionale con due sole tubazioni, una di andata e l’altra di ritorno, l’installazione avviene sostanzialmente senza interruzione del servizio e senza fastidi, anche nel pieno della stagione turistica.
Un impianto di tal genere, per coprire almeno il 90% dei consumi della stagione balneare (da maggio a settembre) costa, in opera, poco meno di 12.000 € (meno di 200 €/m2) mentre con i pannelli vetrati ne servirebbero almeno 35.000, a pari prestazioni, cioè tre volte tanto.
Per uno stabilimento balneare, poi, l’impianto è ancora più piccolo; lo stesso consumo di 6.000 litri (cioè ben 400 docce) è coperto con soli 20 m2 di pannelli Sunnyday ed un serbatoio da 2.000 litri, per il semplice fatto che, in spiaggia, le docce si fanno solo quando il tempo è bello. E, quindi, per di più, l’impianto è del tutto autosufficiente: niente caldaie a gas o scaldabagni elettrici.
6.000 litri è il consumo tipico di uno stabilimento balneare della costa romagnola ed il costo, sempre in opera, è di circa 7.000 €; la costa marchigiana ha stabilimenti molto più piccoli; serve un impianto circa della metà o anche meno; costo in opera da 3.500 a 4.500 €.
In tutti questi costi la voce più pesante è per i serbatoi, perché, come per tutti gli impianti solari, devono essere molto capienti (2/3 del consumo giornaliero di acqua calda per alberghi e campeggi; 1/3 per gli stabilimenti balneari).
Altri pregi di Sunnyday
I pannelli Sunnyday sono idonei ad usi alimentari; sopportando la pressione d’acquedotto (3 bar ad 80 °C), scaldano direttamente l’acqua di utilizzo, senza scambiatori.
Sono calpestabili e non temono intemperie (sono resistenti agli UV ed alla grandine) né l’attacco di agenti chimici o incrostazioni calcaree o salsedine.
Non è stato facile mettere a punto la mescola giusta; ci sono voluti anni di esperienza e di fatica ma ora Sunnyday gode di 10 anni di garanzia ed ha accesso ai finanziamenti perché omologato dall’ENEA.
Ulteriori buone ragioni, architettoniche, per Sunnyday.
Molte Amministrazioni comunali, al di là dei finanziamenti offerti dallo Stato e dalle Regioni, incentivano l’impiego delle energie alternative con agevolazioni varie.
Il Piano Spiaggia di San Benedetto Del Tronto, ad esempio, all’articolo 13.0 [CRITERI DI QUALITÀ E RELAZIONI] consente, a fronte di interventi di risparmio energetico, la chiusura con pareti trasparenti dei portici a ridosso degli chalet e, per gli stabilimenti del “comparto 1”, anche di piazzare vasche ad idromassaggio (pure queste, peraltro, riscaldabili con i Sunnyday).
Un impianto con pannelli Sunnyday soddisfa le condizioni poste, niente affatto gravose, con piccola spesa.
Le Amministrazioni Pubbliche, poi, vedono di buon occhio pannelli solari non invasivi.
Perché allora, se validi, sconosciuti?
In Italia l’utenza non ha ancora molta conoscenza delle possibili alternative nelle tecnologie solari: quale è il pannello giusto per l’uso giusto?
Paradossalmente, i pannelli “scoperti” sono poco conosciuti proprio perché molto economici: non sopportano, allora, forti spese promozionali né eccitano gli installatori che, finché possono, preferiscono proporre un impianto da 35.000 € anziché da 12.000!
Per contro, la tecnologia produttiva non è alla portata di tutti.
Ing. Stefano Meloni
Amministratore Unico della Janus Energy srl
Via S,. Filippo, 2, FABRIANO
Tel 0732 62 57 22
info@sunnyday.it






francesco
set 10th, 2010
Stò lavorando alla realizzazione di un lido balneare nella provincia di Salerno. La mia idea è propio quella di creare un stabilimento autosufficiente sfruttndo l’energia alternativa.